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C'è una statua, all'ingresso del porto vecchio di Spetses, che ritrae una donna a cavallo con la spada sguainata

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C'è una statua, all'ingresso del porto vecchio di Spetses, che ritrae una donna a cavallo con la spada sguainata. Non è un omaggio simbolico: Laskarina Bouboulina fu davvero capitana di una propria nave da guerra, la Agamemnon, una delle più grandi dell'intera flotta greca, costruita con il patrimonio ereditato dai due mariti armatori e comandata in prima persona durante gli assedi di Nafplio e Monemvasia nel 1821. Nessun'altra isola del Saronico può vantare una figura femminile di questa statura nella storia della rivoluzione greca, e il fatto che Spetses ne conservi ancora oggi la casa, trasformata in museo, dice molto del rapporto che l'isola intrattiene con il proprio passato: non lo espone come un ricordo lontano, ma lo abita. Quella stessa vocazione marinara, unita a un secolo di investimenti privati di un magnate del tabacco emigrato in America, ha reso Spetses l'isola più elegante e curata del Saronico: pinete rigogliose piantate quasi per intero nel primo Novecento, un albergo in stile liberty che ricorda la Costa Azzurra più che l'Egeo, cantieri navali in legno ancora attivi e un centro storico dove le automobili private restano un'eccezione, sostituite da carrozze trainate da cavalli e da biciclette. È un'isola pensata, nel senso letterale del termine, da chi ha voluto trasformarla in un salotto raffinato senza cancellarne l'anima marinara.

Aggiornato il 10 luglio 2026

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Il racconto

Spetses, la sua storia

Bouboulina, l'ammiraglia della rivoluzione

Nata nel 1771, Laskarina Bouboulina crebbe tra Hydra e Spetses in una famiglia di naviganti e, rimasta vedova per due volte di ricchi armatori, ereditò un patrimonio che decise di investire nella costruzione di navi da guerra in vista della rivolta contro l'Impero Ottomano. La sua nave ammiraglia, la Agamemnon, partecipò attivamente agli assedi di Nafplio e Monemvasia durante la guerra d'indipendenza del 1821, e Bouboulina stessa comandò le operazioni navali, un fatto eccezionale per una donna dell'epoca. Uccisa nel 1825 in una faida familiare, resta tuttora l'unica donna a cui la Russia zarista abbia conferito postuma il grado di ammiraglio della propria marina, onorificenza che testimonia la portata internazionale della sua fama.

L'Armata e l'incendio della nave ottomana

Nel settembre del 1822 la flotta di Spetses, insieme a quella di altre isole, riuscì a incendiare una nave ottomana che minacciava di attaccare l'isola, un episodio che gli spetsioti considerano ancora oggi uno dei momenti più alti del proprio contributo alla guerra d'indipendenza. Ogni anno, nel fine settimana più vicino all'anniversario, l'isola rievoca l'evento con la festa dell'Armata: cortei in costume d'epoca, spari a salve e, come culmine, l'incendio simbolico di un modellino di nave ottomana nelle acque del porto vecchio, accompagnato da fuochi d'artificio. È la manifestazione popolare più sentita di Spetses, capace di riportare in scena, per una notte, l'intero immaginario della rivoluzione.

Il porto vecchio di Dapia

Il cuore della vita cittadina di Spetses è Dapia, il porto vecchio dove un tempo sorgeva una batteria di cannoni a difesa dell'isola, ancora oggi visibili allineati lungo la banchina. Qui si affacciano i caffè, le dimore signorili degli armatori ottocenteschi e i moli da cui partono le barche verso le calette dell'isola. La passeggiata serale su questo tratto di lungomare, tra le luci dei locali e le carrozze che attendono i clienti, è probabilmente il modo più immediato per cogliere l'atmosfera raffinata ma non artificiosa che contraddistingue Spetses rispetto ad altre isole greche più turistiche.

Baltiza, dove le barche di legno nascono ancora

Poco oltre Dapia, l'insenatura di Baltiza ospita da secoli i cantieri navali tradizionali dell'isola, dove artigiani costruiscono e restaurano ancora barche in legno secondo tecniche tramandate di generazione in generazione. Camminare lungo questa piccola baia, tra scafi in costruzione, attrezzi da falegname e l'odore di resina e vernice marina, offre uno sguardo autentico su un mestiere che altrove nel Mediterraneo è quasi scomparso. La tradizione cantieristica di Spetses è direttamente legata alla sua storia di potenza marinara, quando le stesse maestranze costruivano le navi mercantili poi convertite in vascelli da guerra.

La casa museo di Bouboulina

La dimora appartenuta a Laskarina Bouboulina, situata nel centro storico non lontano da Dapia, è oggi un museo privato gestito dai discendenti della famiglia, con visite guidate che ripercorrono la vita dell'ammiraglia attraverso arredi d'epoca, ritratti e cimeli legati alla guerra d'indipendenza. È uno dei pochi luoghi in Grecia in cui la memoria di una protagonista femminile della rivoluzione viene raccontata nel dettaglio, con oggetti personali e documenti che restituiscono un profilo umano oltre che eroico della figura celebrata dalla statua del porto.

Sotirios Anargyros e la rinascita dell'isola

All'inizio del Novecento l'imprenditore Sotirios Anargyros, emigrato negli Stati Uniti dove aveva fatto fortuna nell'industria del tabacco, tornò a Spetses e investì gran parte del proprio patrimonio nello sviluppo dell'isola: finanziò un imponente progetto di rimboschimento con pini d'Aleppo che ancora oggi ricopre gran parte del territorio, fece costruire strade, acquedotti e un grande albergo, e promosse un'istruzione moderna attraverso la fondazione di una scuola d'élite. Il suo intervento trasformò Spetses da isola marinara in declino a meta elegante frequentata dalla borghesia ateniese ed europea, un'identità che l'isola conserva ancora con orgoglio.

Il Poseidonion Grand Hotel

Inaugurato nel 1914 per volontà dello stesso Anargyros, il Poseidonion Grand Hotel fu concepito sul modello dei grandi alberghi della Costa Azzurra, con una facciata neoclassica affacciata direttamente sul porto vecchio. Per decenni ha ospitato la borghesia ateniese e visitatori internazionali, diventando un simbolo dell'ambizione con cui Anargyros volle rilanciare l'isola. Restaurato più volte nel corso del tempo, resta ancora oggi uno degli edifici più fotografati di Spetses, punto di riferimento visivo per chi arriva via mare e osserva il profilo del porto.

La scuola Anargyrios e Korgialenios e "Il Mago"

Nel 1927 Anargyros fondò, insieme al finanziere Korgialenios, un collegio maschile d'élite pensato per offrire un'istruzione di stampo europeo ai figli delle famiglie greche più abbienti. Tra i suoi insegnanti di lingua inglese, negli anni Cinquanta, figurò un giovane scrittore britannico, John Fowles, che trasse da quell'esperienza l'ambientazione del suo romanzo "Il Mago", ambientato su un'isola greca immaginaria costruita chiaramente sul modello di Spetses. L'edificio della scuola, con la sua architettura neoclassica isolata tra i pini, resta visibile dall'esterno e rappresenta uno dei capitoli meno noti ma più curiosi della storia culturale dell'isola.

Un'isola senza automobili: carrozze e biciclette

Nel centro storico di Spetses la circolazione delle automobili private è vietata, una scelta che risale proprio all'epoca di Anargyros e che è stata mantenuta nel tempo per preservare il carattere dell'isola. Il trasporto pubblico più caratteristico resta la carrozza trainata da cavalli, ancora oggi utilizzata sia dai residenti sia dai visitatori per spostarsi lungo il lungomare e verso le zone periferiche, mentre bagagli e merci viaggiano spesso su carretti a mano. Biciclette e, fuori dal centro, scooter a noleggio completano un sistema di mobilità che rende Spetses tra le isole più silenziose e ordinate del Saronico.

Le pinete e il giro dell'isola in bicicletta

Il rimboschimento voluto da Anargyros ha lasciato in eredità una delle coperture boschive più fitte di tutto l'arcipelago Saronico, con pini d'Aleppo che arrivano quasi a lambire il mare in molti tratti di costa. Una strada litoranea, quasi interamente pianeggiante, permette di percorrere l'intero perimetro dell'isola in bicicletta o scooter in poche ore, toccando calette appartate, piccole cappelle bianche e punti panoramici sullo stretto che separa Spetses dal Peloponneso. È l'attività più praticata dai visitatori che restano più di una giornata, e il modo migliore per uscire dal centro elegante e scoprire il volto più naturale dell'isola.

  • Passeggiare al tramonto sul lungomare di Dapia tra i cannoni storici
  • Visitare la casa museo di Bouboulina nel centro storico
  • Osservare gli artigiani al lavoro nei cantieri navali di Baltiza
  • Fare un giro in carrozza trainata da cavalli lungo il porto
  • Noleggiare una bicicletta per il giro completo dell'isola
  • Assistere, se si è di passaggio a settembre, alla festa dell'Armata con l'incendio simbolico della nave

Quando andare e come vivere l'isola

La tarda primavera e l'inizio dell'autunno offrono il clima migliore per percorrere l'isola in bicicletta senza il caldo intenso dell'estate, quando invece Spetses si riempie di visitatori ateniesi nei fine settimana. Chi vuole assistere alla festa dell'Armata dovrebbe pianificare la visita per il fine settimana più vicino all'anniversario di settembre, prenotando alloggio con largo anticipo. Data l'assenza di automobili nel centro storico, conviene arrivare senza veicolo proprio e affidarsi a carrozze, biciclette o alle proprie gambe per muoversi con lo stesso ritmo dell'isola.

Domande frequenti

Come si arriva a Spetses da Atene?
Con aliscafi Flying Dolphin dal porto del Pireo, in circa due ore, oppure via terra fino a Kosta nel Peloponneso e da lì con un breve traghetto o taxi d'acqua.
È vero che a Spetses non si possono usare le auto?
Nel centro storico le automobili private sono vietate: ci si sposta a piedi, in carrozza trainata da cavalli o in bicicletta; scooter e taxi sono ammessi con limitazioni fuori dal nucleo antico.
Cosa vedere a Spetses in un giorno?
Il porto vecchio di Dapia, i cantieri di Baltiza, la casa museo di Bouboulina e, tempo permettendo, un giro in bicicletta lungo la costa.
Quando si svolge la festa dell'Armata?
Nel fine settimana più vicino all'8 settembre, con la rievocazione dell'incendio della nave ottomana del 1822 nel porto vecchio.
Spetses è adatta a una gita con bambini?
Sì, l'assenza di traffico la rende sicura, e il giro in carrozza o in bicicletta lungo il litorale è un'attività apprezzata anche dai più piccoli.

Come arrivare

In aereo
  • Aeroporto Internazionale di Atene "Eleftherios Venizelos", circa 2 ore e mezza tra trasferimento al Pireo e traversata
In auto
  • In auto si può raggiungere Kosta, sulla costa del Peloponneso, e da lì attraversare in pochi minuti con taxi d'acqua o piccoli traghetti locali; da Atene sono comuni anche gli aliscafi diretti dal Pireo.
Consiglio
  • Poiché nel centro dell'isola le auto private non circolano, conviene lasciare il veicolo a Kosta o non portarlo affatto e muoversi in loco con carrozze, biciclette o scooter a noleggio.

Perfetto per

Storia ed eroine

La casa museo di Bouboulina e la festa dell'Armata raccontano il ruolo di Spetses nella guerra d'indipendenza.

Eleganza d'altri tempi

Il Poseidonion Grand Hotel e le pinete volute da Anargyros danno all'isola un'aria da riviera d'inizio Novecento.

Mobilità dolce

Niente automobili nel centro storico: carrozze, biciclette e cammino scandiscono il ritmo dell'isola.

Tradizione marinara

I cantieri navali di Baltiza mantengono viva l'arte della costruzione delle barche in legno.

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